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Il fiume delle idee

Platone immaginava una zona al di là del cielo chiamata "iperuranio" (dal greco υπερ "oltre" e ουρανος "cielo"), in cui risiedono tutte le idee, un punto immaginario da cui sgorgano come da una fonte per poi arrivare alla coscienza dell'umanità.

Noi dèsegnatori pensiamo che l'idea sia come un fiume vorticoso nel quale galleggiano o affondano infinite immagini e disegni, un flusso ininterrotto e perpetuo di stimoli cui la nostra mente attinge, nel tentativo di comprendere e interpretare la realtà che ci avvolge.

Navighiamo senza timone facendoci trasportare dalle correnti e peschiamo sporti sull'orlo della prua, così formiamo pensieri ordinati da tante piccole parti apprese da attimi di vita ed esperienze accumulate e istintivamente ce ne serviamo per elaborare un progetto e, infine, troviamo una rotta.

Durante il nostro viaggio schiviamo scogli appuntiti fatti di pregiudizi, raccogliamo sacchetti di plastica pieni di stereotipi senza purtroppo trovare un molo con un inceneritore abbastanza grande per bruciarli tutti.

Fatalmente siamo attratti dal tramonto, quell'effimera palla infuocata nell'atto di dissolversi tra i flutti, perché in essa c'è sempre nascosta un'idea destinata a morire e rinascere dalle proprie ceneri.

Le nostre idee nascono così, gettiamo la rete per catturare stimoli, sensazioni, emozioni e faticosamente la issiamo a bordo per creare progetti, sogni e speranze.


Comunque voi vogliate immaginarla l'idea rimane un concetto vuoto e astratto se non viene criticata o fatta propria da chi ci ascolta e se pensi di averne una che possa migliorare la vita di chi ami, condividila e fai di tutto per realizzarla.