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La prima opera di dèsegni è la partecipazione alla "Festa del Buon Vicinato di Veronetta", organizzata con il patrocinio della 1ª Circoscrizione di Verona, l'associazione Fevoss e il gruppo fotografico Sguardi Paralleli (nel frattempo confluiti, per comunità d'intenti, nella nostra associazione come nostri soci attivi).


Veronette è il titolo della mostra all’interno di Porta Vescovo dei lavori fotografici e delle videoinstallazioni di Sguardi Paralleli secondo l’originale allestimento curato dall’Associazione Culturale Dèsegni.


Il nome Veronette si riferisce sia al termine francese che ha dato origine alla sua toponomastica attuale e sia alla pluralità di situazioni ed esperienze che vi convivono, la cui complessità la mostra cercherà di illustrare, spingendo ad una lettura che esca dagli schemi precostituiti, negativi o positivi che siano.

Pasted Graphic
Antonella Iovino

Sei isole iconiche negli spazi all’interno di Porta Vescovo per avere un colpo d’occhio sulle caratteristiche della gente che compone un tessuto abitativo stratificato come quello di Veronetta. Una “mappa tascabile” (leggera) dei suoi luoghi e dei suoi abitanti.

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Giancarlo Beltrame

Sei isole in cui la parte iconica è integrata con i supporti creati da Dèsegni: Intra Moenia, dodici cilindri rotanti con foto a 360 gradi, una eco visiva dei rulli votivi nei templi buddisti tibetani di Ana Blagojevic; Lato B di Dea Longo, immagini prese nelle case di Veronetta, che stampate su fronte e retro di pannelli sospesi a invisibili fili, ruotano mostrando ora il privato ora il pubblico pubblico; Αρχιπελαγος – Appunti di viaggio nelle isole di Veronetta, mappe antiche del quartiere su cui sono spillate, come appunti di un viaggio nel tempo e nello spazio, finte Polaroid che raccontano il quartiere visto nei suoi spazi pubblici di Giancarlo Beltrame.

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Marco Ambrosi

Sempre di Beltrame filmati che raccontano con modi e ritmi diversi la Veronetta svuotata di Ferragosto proiettati sul portone che sbarra l’accesso all’esterno; Quel che resta dei sogni o De Camera Obscura di Antonella Iovino, sogni inseguiti nelle stanze da letto degli abitanti del quartiere, appesi come gigantografie o proiettati nelle scatole vuote di una ventina di televisori ; Alter Ego di Marco Ambrosi, doppi ritratti – il prima e il dopo – di persone passate per le mani degli artisti di Con questa faccia da straniero.

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Ana Blagojevic


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Dea Longo


Infine la sesta isola: le immagini anch’esse sospese di Laura Toffaletti, illustratrice e calligrafa, artista ospite, che con Segni Stranieri sovrappone ad una Veronetta in parte scomparsa la Veronetta parzialmente invisibile dei migranti.

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Laura Toffaletti